I pericoli nascosti per i bambini: come riconoscere i tessuti non nocivi

March 14, 2019

Quante volte vi siete chieste se il vestitino che state per acquistare per il vostro bambino sia non solo accattivante esteticamente, ma soprattutto adatto per la sua salute? Care mamme dovete sapere che nei capi d’abbigliamento per bambini a volte si nascondono alcuni pericoli per salute. Parliamo in particolare di sostanze nocive che, a contatto con la pelle del vostro piccolo, possono causare fastidiosi disturbi e, a lungo andare, generare problemi dermatologici.

 

Abbiamo quindi pensato di scrivere una mini guida che vi può aiutare a destreggiarvi meglio nella scelta dei capi di abbigliamento, tessuti e accessori in tessuto per neonati e bambini.

 

 

Quando il rossore della pelle non è "naturale"

 

La pelle dei bambini è molto delicata e tende a essere soggetta frequentemente ad arrossamenti e dermatiti. In poche sanno che, alcune volte, questi problemi sono causati dal contatto con sostanze nocive che, a nostra insaputa, possono essere presenti nei prodotti che quotidianamente vengono acquistati, come ad esempio i capi di abbigliamento.

 

Esistono molte norme europee (in particolare la Direttiva 1907/2006 CE introduce il "Programma "Reach" - Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche") che impongono dei limiti per l’utilizzo di sostanze chimiche e potenzialmente tossiche, ma non le vietano in modo assoluto. Pertanto, nel prodotto finale possono essere presenti dei residui di lavorazione che a lungo andare causano danni per la salute della pelle dei bambini.

 

Una recente inchiesta dell'Associazione Tessile e Salute, per conto del Ministero della salute, mostra come su un totale di 400 casi di dermatiti gravi, il 69% è dovuto ai tessuti che possono trovarsi normalmente in commercio.

 

COME FARE PER PROTEGGERSI DA QUESTI PERICOLI?

Prima di acquistare un vestitino colorato e che possa rendere più bello e vivace il vostro bambino, è opportuno controllare la composizione del tessuto. Attraverso l’etichetta apposta sull'indumento infatti sono indicate, per legge, le fibre utilizzate per il capo e la loro percentuale contenuta. Purtroppo però non sono indicate le sostanze che sono state adoperate durante la fase di produzione e lavorazione del prodotto. Di conseguenza, si dovrebbe privilegiare la scelta di capi con fibre naturali rispetto a quelli che contengono fibre sintetiche, che hanno scarsa capacità traspirante e che favoriscono l’assorbimento di composti tossici.

 

Anche la provenienza non è sempre una garanzia. Il Made in Italy non sempre è un vero Made in Italy. Infatti si evidenzia come ci siano molti prodotti confezionati in Italia, ma con tessuti che sono stati  importati dalla Cina o da altri Paesi. Di conseguenza il Made in… può essere interpretato come una protezione dell’industria tessile europea dai rischi della concorrenza internazionale, piuttosto che riguardare esclusivamente la tutela del consumatore. Per questo motivo è consigliabile acquistare prodotti artigianali nelle catene equosolidali, in cui è possibile trovare tessuti biologici e la lista della filiera e dei prodotti impiegati.

 

2 step per verificare se un capo è sicuro

 

1) la prima cosa da fare appena acquistato un nuovo abitino per il vostro piccolo è di lavarlo a mano con sapone di Marsiglia prima di indossarlo e, nel caso rilasci colore, è consigliabile rilavarlo accuratamente poiché questa perdita di pigmento è sintomo del rilascio di sostanze coloranti.

I colori più "pericolosi" sono quelli scuri, soprattutto neri, blu e in parte anche rossi, perché potrebbero nascondere con maggiore probabilità tracce di sostanze come nickel. Se dopo il lavaggio sulla pelle dei vostri pargoletti compaiono delle macchie o segni di irritazione, queste possono essere causate proprio dalla presenza di coloranti  non a norma usati per la tintura delle fibre.

 

2) Se, anche dopo tutte le precauzioni prese e informazioni raccolte sulla qualità del capo, notate che la pelle del vostro bambino risulta arrossata o presenta dei puntini rossi molto visibili, la causa potrebbe essere imputata alla magliettina o al vestitino che il vostro piccolo indossa e alla presenza di eventuali residui chimici che sono entrati in contatto con la pelle. In qualsiasi caso, quando si verificano questo casi, è bene avvisare direttamente il pediatra o il medico di fiducia e far sottoporre il capo incriminato ai test di verifica per constatare il livello di tossicità. Un effetto negativo causato dal contatto con le sostanze nocive è lo sviluppo di una dermatite da contatto irritante, che nel bambino genera una sensazione di fastidio indotta dal calore e dalla scarsa circolazione dell’aria, oltre che un eccessivo sudore. In particolare questo fenomeno si può presentare in quelle zone in cui la cute non è protetta da indumenti intimi, come le ascelle, il collo e il torace.

 

Tra le sostanze nocive colpevoli di questo disturbo ci sono la formaldeide (utilizzata nei tessuti per fissare le tinte) che, essendo molto irritante, provoca dermatite da contatto. Per arginare il problema è necessario lavare accuratamente e di frequente il capo, in quanto tale sostanza è idrosolubile e con l’acqua viene eliminata.

 

Un altro nemico che si può trovare negli indumenti è costituito dagli ftalati, presenti con grande probabilità nelle stampe plastiche per renderli più flessibili. Questi possono causare dei problemi al sistema endocrino e riproduttivo, di conseguenza sono stati vietati in tutto ciò che i bambini possono masticare o succhiare per lunghi periodi, come i giocattoli, ma non nei tessuti, in cui è consentito ancora l’uso in modo limitato di quattro di essi (http://www.greenreport.it/news/inquinamenti/materie-plastiche-ftalati-tossici-commissione-ue-non-ne-restringe-lutilizzo/).

 

Infine i coloranti presenti nelle fibre sintetiche sono la causa, oltre che di dermatiti, anche allergie.

 

ELENCO CERTIFICAZIONI A SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DEL TUO BAMBINO

 

Per garantire la tutela della salute e del benessere dei vostri piccoli da tutti i pericoli visti in precedenza, è possibile fare affidamento a capi sottoposti a un controllo e a garanzia di una certificazione riconosciuta a livello internazionale.

 

Le migliori certificazioni  presenti oggi sono:

-Oeko-tex®: si tratta della certificazione più diffusa in commercio. Garantisce e certifica al consumatore un controllo attento del sistema di produzione e delle sostanze impiegate per la realizzazione del prodotto finale, con la minor emissione di sostanze inquinanti per l’ambiente. Permette quindi di tutelare sia la salute umana che quella ambientale.

 

- Global Organic Textile Standard (GOTS): è la maggior certificazione internazionale riconosciuta per i tessuti biologici. Seguendo determinati criteri permette di garantire la qualità dell’intera filiera dalla semina delle materie prime al processo di esportazione. Il suo obiettivo finale si compone del rispetto dell’ambiente e del benessere dell’uomo, oltre che al controllo della qualità delle migliori condizioni di vita e di lavoro per i propri lavoratori.

 

- Naturtextil: si tratta di una certificazione molto diffusa nei paesi tedeschi, che importano molti tessuti biologici in Italia. Questa certificazione presenta criteri ancora più selettivi e restrittivi di quelli affermati da GOTS. Infatti si prevede la presenza di fibre ecologiche certificate al 100% e allo stesso tempo è vietata l’introduzione di fili di ricamo o decorazioni che non siano composti esclusivamente da queste fibre naturali.

 

Ecco perché i capi Orsetto Verde non sono colorati e sono certificati Oeko Tex® :-)!

 

 

 

 

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